La foresta delle Illusioni – Alessandra Marconato

Può esistere una favola aziendale, una sorta di Piccolo Principe per dirigenti e aspiranti tali? Quando si parla di favole di solito si pensa a una storia per bambini e certo non per gli adulti, mentre quella di Alessandra Marconato è una storia adatta ad entrambi e che assume significati diversi a seconda della maturità del lettore.

Letta da un adulto La foresta delle Illusioni si presta benissimo ad essere considerata una favola perfetta per chi si appresta a ricoprire impieghi manageriali e di dirigenza aziendale, ma anche per semplici impiegati che si ritrovano in un ambiente di lavoro difficile.

E’ ovvio infatti che la foresta nel quale si addentra Taras, protagonista della storia può essere vista come un ambiente tutt’altro che silvestre, popolato da creature e popoli che possono benissimo essere visti come tipologie di persone, unite insieme da pregi o difetti comuni, come spesso s’incontrano in un ambiente lavorativo e di cooperazione. In ogni caso la breve conoscenza di quelle popolazioni dovrà servire a Taras per maturare e andare avanti con maggior consapevolezza nel proprio percorso.

La storia è apparentemente semplice e piena di sottili rimandi alla filosofia, soprattutto orientale, con figure quali il Maestro e il Mago, che solo in apparenza sono la stessa persona e che in realtà sono figure che il protagonista deve lasciarsi alle spalle se intende maturare e compiere il proprio percorso fino in fondo.

L’originalità della storia sta soprattutto nel formato in cui si presenta, con capitoli corti e frasi brevi su cui soffermarsi e riflettere. Buona anche l’idea di corredare il tutto con disegni, esattamente come nelle favole per bambini, ma l’idea migliore è senza dubbio quella che si rivela solo nell’ultimo rigo della storia, quando finalmente l’autrice, tramite un piccolo, ma fondamentale dettaglio, rivela una caratteristica particolare di Taras, rivoltando tutti i preconcetti che il lettore si era formato durante la lettura. Il messaggio a quel punto è chiaro: pensa fuori dello schema e sii sempre pronto a sorprenderti, anche quando l’autore per tutto il tempo ti ha tratto inganno, perché dopotutto l’inganno te l’eri creato tu stesso, nella tua testa.